
La situazione POVERTA’ in Italia e rispetto all’Europa
In Italia 1,9 milioni di famiglie, pari a circa 5,6 milioni di individui, ovvero il 9,4% della popolazione vive in povertà assoluta[1]. Questo dato si riconferma dopo il periodo della pandemia e non dice nulla di nuovo rispetto a quanto è già purtroppo noto a tutti.
Ma cosa significa “povertà assoluta” e perché interessa quasi il 10% della popolazione italiana?
Sono considerate in povertà assoluta le famiglie e le persone che non possono permettersi le spese minime (casa, vestiario, cibo, salute) per condurre una vita accettabile.
Negli ultimi anni la quota di persone in povertà assoluta è aumentata in modo esponenziale: nel 2005 la percentuale di poveri assoluti era il 3,3% della popolazione residente in Italia; nel 2017 era l’8,4%, nel 2021 il 9,4%.
Altro aspetto preoccupante è che, secondo le ultime rilevazioni sulle fasce d’età, il 14% degli indigenti sono bambini e ragazzi.
Gli effetti della recessione degli ultimi anni e della pandemia del 2020 hanno contribuito a penalizzare purtroppo le giovani generazioni, modificando la composizione dei poveri in Italia che, dal 2005 a oggi, ha letteralmente subìto un ribaltamento. Se prima erano gli over 65 a trovarsi più spesso in povertà assoluta, oggi è il contrario, al diminuire dell’età aumenta l’incidenza della povertà assoluta.
Legati al concetto di povertà assoluta, esistono poi i concetti di povertà relativa e di esclusione sociale, che riguardano ben il 25% della popolazione.
Se guardiamo poi tutta la situazione rispetto all’Europa, complessivamente peggio di noi fanno solo Romania (34%), Bulgaria (32%), Grecia e Spagna (entrambe 28%).[2]
Con l’inflazione a +8% e la crisi economica che si prospetta ancora più intensa per il 2023, la lotta alla povertà e all’ineguaglianza sociale diventa una delle sfide più impegnative da affrontare.
Esistono soluzioni?
Riuscire a mettere fine alla povertà nel mondo è il primo obiettivo dell’Agenda ONU 2030. Le amministrazioni pubbliche e i governi sono chiamati ad attuare politiche regionali, nazionali e internazionali per aiutare i poveri a emergere dalle situazioni di difficoltà e garantendo loro un lavoro dignitoso.
Un impulso viene dai programmi derivanti dalle politiche pubbliche che si traducono in investimenti in istruzione e formazione per fornire alle persone le competenze e le conoscenze necessarie per trovare lavoro e migliorare la situazione economica.
Oltre a ciò è necessario che la politica incentivi gli investimenti per la creazione di posti di lavoro, sia nel pubblico, ma anche nel privato.
Tutto questo deve essere gestito con un approccio integrato, ovvero che includa una combinazione di politiche pubbliche e interventi a livello sociale ed economico.
E ognuno di noi cosa può fare?
Fortunatamente In Italia esiste una grande tradizione di volontariato per aiutare i poveri e in generale le persone in difficoltà.
Le organizzazioni non profit cattoliche e laiche offrono diversi servizi: dalla mensa, ai vestiti, al banco alimentare, al sostegno per i compiti, all’assistenza medica e sono molto attive nel contrasto alla povertà in Italia svolgendo un ruolo capace di incidere profondamente sulla società.
Se ti stai chiedendo cosa puoi fare per aiutare i poveri, la risposta è che il tuo impegno può fare la differenza. Tutti noi possiamo contribuire a rendere il mondo un posto migliore con piccoli gesti.
Puoi dare una mano alle associazioni che lavorano per diminuire il tasso di povertà in Italia, o creare progetti per situazioni difficili del tuo territorio.
[1] Rapporto ISTAT sulla Povertà 2021
[2] Dati Eurostat