
Una falsa partenza
L’autonomia idrica della Valle Camonica conseguente la costituzione dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) Camuno per la gestione del sistema idrico integrato sembra un miraggio che si allontana sempre di più; da poco conquistata si è già incagliata in una serie di nuove richieste burocratiche pervenute da parte di Regione Lombardia.
Ma facciamo un passo indietro per comprendere meglio il contesto:
La dimensione degli Ambiti Territoriali Ottimali è stabilita dalle Regioni nell’ottica di consentire economie di scala e di differenziazione che possano massimizzare l’efficienza del servizio; deve essere, di norma, non inferiore a quella del territorio provinciale, ma è anche possibile la costituzione di ATO di dimensioni diverse, motivando la scelta in base a criteri di differenziazione territoriale e socio-economica e in base a principi di adeguatezza ed efficienza rispetto alle caratteristiche del servizio.
Per quanto riguarda il nostro territorio, a febbraio 2022 e a ottobre 2023 la Comunità Montana di Vallecamonica aveva avanzato richiesta di costituzione dell’ATO Camuno al Pirellone, il 18 novembre 2023 è entrata in vigore una nuova legge regionale che prevede l’adesione della totalità dei 40 comuni interessati all’ATO e oltre a ciò richiede ai Comuni interessati la predisposizione di un piano economico – finanziario che contenga una proposta di programma degli interventi per adeguare acquedotti, depuratori e collettori alla nuova normativa. Solo dopo aver ricevuto tutta la documentazione, la Regione (sentito il parere di ARERA) potrà riparametrare i confini dell’ATO creando di fatto l’ambito territoriale ottimale che da Pian Camuno arriva a Pontedilegno.
Formalità o passaggio sostanziale?
Mentre il Consiglio Regionale e la Comunità Montana sembrano ottimisti riguardo a questo nuovo “inghippo” burocratico, è importante considerare che l’interesse degli attori coinvolti, in particolare dei gestori, può avere un impatto significativo.
Il Comune di Edolo aderisce a Acque Bresciane già da qualche anno: giusto per dare un dato, in tre anni tra manutenzioni e adeguamenti sono stati spesi solo a Edolo 1,8 milioni di euro. È ragionevole chiedersi se Acque Bresciane, mantenendo le tariffe basse in Valle Camonica, possa far fronte agli investimenti richiesti dalla Regione.
La mancanza di certezze su questo punto potrebbe portare alla perdita del gestore e alla remunerazione degli investimenti fatti, oltre a ritardare il progresso dell’ATO e bloccare ulteriori investimenti. Un tempo lungo senza la certezza che il gestore continui a fare investimenti e senza aver chiaro quali saranno le tariffe future è un rischio reale che ci stiamo apprestando a correre.
Per questo è fondamentale fare chiarezza su quelli che saranno gli investimenti futuri e se questi saranno sostenibili. In quest’ottica sottoporremo il piano finanziario ad un consulente super partes che, se prospetterà un buon equilibrio tra tariffe e investimenti, il nostro Comune farà questo passaggio, altrimenti no.
Bisogna avere le idee molto chiare su cosa comporta il nuovo iter di Regione Lombardia, non ci si può permettere di sbagliare imboccando scorciatoie su un bene così importante per la vita umana come l’acqua.