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IL MANIFESTO DEL PPE – 3 UN’EUROPA CHE TUTELA IL NOSTRO STILE DI VITA

UN’EUROPA CHE TUTELA IL NOSTRO STILE DI VITA

Ciò che rende l’Europa unica al mondo è il nostro ricco patrimonio culturale, la nostra storia condivisa e le nostre comuni radici giudaico-cristiane. In Europa una grande diversità si combina con valori solidi e condivisi. Qui il nostro stile di vita ha trovato il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà, sicurezza e libertà, tolleranza e tradizioni. L’Islam radicale, le minacce terroristiche e le tendenze autoritarie che provengono dalla Russia e dalla Turchia sono tutti elementi che scuotono le fondamenta del nostro stile di vita europeo. Oggi più che mai dobbiamo proteggere, per il bene di tutti i nostri cittadini, la nostra identità europea condivisa e il nostro stile di vita europeo.

Tuteleremo la nostra ricchezza e diversità culturale

Dal periodo greco-romano all’Illuminismo, passando per il Medioevo e il Rinascimento, la civiltà europea si è sedimentata sulle caratteristiche specifiche di ogni suo paese: il nostro ricco patrimonio culturale e linguistico ha dato vita ed al tempo stesso si è sviluppato attraverso il prisma delle arti, delle scienze, delle letterature, della religione e del territorio. In Europa sappiamo che la nostra diversità ci rende più forti, ed è per questo che intendiamo tutelarla. Difendiamo la diversità culturale e le tradizioni europee: nessuno degli imperi, delle monarchie assolute o dei regimi totalitari del passato ha mai protetto la ricchezza e la sovranità di ogni regione e di ogni nazione come lo sta facendo oggi l’Unione europea. Solo un’Europa democratica che operi unita può
difendere e preservare la nostra diversità culturale. Rimarremo fedeli al nostro stile di vita europeo all’interno di un’Europa forte

Salvaguarderemo la nostra democrazia e i nostri valori europei

Nonostante l’Europa sia variegata e ricca di sfumature, tutti noi abbiamo qualcosa in comune: in ogni città e in ogni paese troveremo una chiesa cristiana. Tutti noi celebriamo feste quali il Natale, la Pasqua e la Pentecoste. Dobbiamo proteggere il nostro stile di vita europeo tutelando i nostri principi fondamentali e i nostri valori cristiani. La democrazia, i diritti umani, la dignità umana, la libertà e la responsabilità, l’uguaglianza fra uomini e donne, la solidarietà, lo Stato di diritto, la giustizia, il pluralismo e la tolleranza sono i principi cardine della civiltà europea. Tuteleremo le tradizioni e le credenze che ci accomunano e sosterremo la democrazia e lo Stato di diritto. Lotteremo con determinazione contro l’intolleranza, l’antisemitismo e ogni genere di razzismo.

i. Combatteremo contro le fake news e garantiremo l’accesso ad un’informazione di qualità. Si calcola che esistano fino a 90 milioni di falsi account di Facebook che incitano all’odio e diffondono notizie false. Vogliamo che i social media si assumano maggiori responsabilità nella lotta alla disinformazione e che contribuiscano maggiormente alla verifica dei fatti, in collaborazione con le associazioni di giornalisti. L’incapacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso rappresenta uno dei principali pericoli per la nostra democrazia e per la stabilità delle nostre comunità.

ii. Vareremo un patto contro l’antisemitismo combattendo l’incitamento all’odio e stabilendo una definizione europea comune di antisemitismo, basata su quella della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che dovrà essere adottata da tutti gli Stati membri.

Questa definizione dovrà essere utilizzata nel settore dell’istruzione e della formazione, nonché dalle forze dell’ordine per identificare e indagare sugli attacchi antisemiti con maggiore efficienza ed efficacia.

Ci prenderemo cura delle nostre famiglie

Le nostre famiglie sono le nostre radici, le nostre case, le nostre reti di sicurezza e il punto focale delle nostre identità europee. Sono la colonna portante del nostro stile di vita europeo. I legami familiari sono le basi su cui si fonda la nostra comunità ed è nostra intenzione tutelarli. In questi tempi di cambiamenti demografici vogliamo rafforzare le famiglie e la solidarietà intergenerazionale. Durante le crisi, i genitori, i nonni e i giovani europei si sono sostenuti a vicenda.

i. Difenderemo gli standard sociali europei e miglioreremo il tenore di vita delle famiglie per dare loro maggiori opportunità: troppo spesso, infatti, la precarietà del lavoro, l’impossibilità di permettersi una casa e l’incertezza sul futuro impediscono ai giovani europei di mettere su famiglia. In Europa solo una coppia su tre ha dei figli: noi vogliamo, invece, che sia un luogo sicuro in cui le famiglie possano crescere.

ii. Creeremo opportunità per i giovani, per permettere alle famiglie di rimanere unite. Talvolta gli europei, per trovare migliori opportunità, non hanno altra scelta che lasciarsi alle spalle il proprio paese e i propri affetti. In Europa nessuna famiglia dovrebbe essere costretta a separarsi: dobbiamo fermare la fuga dei cervelli offrendo opportunità in ogni regione grazie alla nostra politica di coesione.

iii. Proteggeremo i valori della famiglia e rispetteremo il principio di sussidiarietà. Il diritto
di famiglia deve rimanere nelle mani degli Stati membri, perché la vita familiare deve essere sostenuta al livello più prossimo a quello dei cittadini.

iv. Combatteremo le minacce per la salute e le sfide rappresentate dall’invecchiamento della popolazione, dalla resistenza agli antimicrobici e dalle malattie croniche e infettive. Supporteremo l’innovazione e gli investimenti nel settore della salute, per assicurare una vita migliore alle nostre famiglie. Svilupperemo la silver economy per promuovere un invecchiamento attivo.

Oltre il 40% degli europei ha più di 50 anni. Sebbene l’invecchiamento della società rappresenti una sfida, noi vi vediamo anche un’opportunità. Gli anziani plasmano sempre più la nostra economia e creano impresa al punto che, ogni anno, a loro si devono circa 70 milioni di posti di lavoro. Vogliamo creare condizioni che permettano agli anziani di realizzarsi.

v. Sosteniamo un maggior impegno civico nei progetti locali per stimolare una maggiore comunità d’intenti. Nel contesto di una solitudine cronica ormai molto diffusa e dovuta alla rottura o al cambiamento dei legami tradizionali, dobbiamo impegnarci per creare un senso di appartenenza autentico e sostenibile, in linea con i nostri valori cristiano-democratici

Miglioreremo la nostra capacità di integrazione

L’Europa è una comunità di valori. Se da una parte devono essere rispettati i diritti e le credenze di tutti, dall’altra parte è giusto e ragionevole aspettarsi che ogni persona presente sul territorio dell’Unione europea rispetti i valori, le tradizioni e gli obblighi su cui l’Unione è stata costruita.
Nelle nostre società non c’è spazio per l’odio, l’intolleranza, la misoginia, il razzismo, l’antisemitismo e l’odio nei confronti del paese d’origine di un’altra persona. Se vogliamo aiutare i bisognosi, una politica di integrazione efficace e solida va di pari passo con un’efficace politica di rimpatrio.

i. Miglioreremo l’integrazione delle persone cui sia stato riconosciuto lo stato di rifugiato. Vogliamo assicurarci che le persone che sono venute legalmente a vivere in Europa diventino membri pienamente integrati della nostra comunità. Per evitare che si creino società parallele, abbiamo bisogno di una solida politica di integrazione ed è per questo che, in virtù del principio di sussidiarietà, sosterremo gli Stati membri nei loro sforzi e nella condivisione delle migliori pratiche in materia di politica di integrazione. Combatteremo con determinazione le società parallele e la mancanza di rispetto nei confronti di qualsiasi membro delle nostre società.

ii. Riformeremo il sistema comune europeo di asilo. Solo con una politica d’asilo coerente, semplificata e condivisa tra gli Stati UE, infatti, potremo garantire un trattamento tempestivo delle domande d’asilo e ridurre i fattori di spinta risultanti dalle differenze legislative nei vari Stati membri. Stabiliremo un sistema europeo per i mandati di rimpatrio che garantisca il rimpatrio nei rispettivi paesi d’origine dei richiedenti asilo respinti. Vogliamo integrare la catena di gestione della migrazione tra i vari Stati membri per prevenire efficacemente il cosiddetto “shopping delle richieste di asilo ”.

iii. Aumenteremo i finanziamenti europei per i rimpatri nell’ambito del Fondo Asilo e migrazione. Ogni anno, solo il 40% dei migranti irregolari cui è stato ordinato di lasciare l’UE è effettivamente rimpatriato, volontariamente o forzatamente. Aumentando i finanziamenti, garantiremo il rimpatrio nei rispettivi paesi d’origine delle persone che non soddisfano i requisiti per la protezione. I visti UE e gli aiuti allo sviluppo saranno subordinati alla cooperazione con l’UE nell’ambito della migrazione. Accelereremo il rimpatrio sistematico delle persone che non soddisfano i requisiti per la protezione negando i visti UE ai cittadini dei paesi terzi che rifiutano di riaccogliere i migranti irregolari.

Difenderemo la responsabilità dell’Europa nel mondo

L’UE è il primo fornitore di aiuti allo sviluppo e assistenza umanitaria e, in quanto tale, deve continuare a essere leader nella lotta alla povertà e negli sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile a livello mondiale. Il potenziale del Piano per gli investimenti esterni e della Nuova alleanza Africa-Europa dev’essere sfruttato appieno per creare posti di lavoro e crescita laddove più sono necessari, per favorire gli investimenti e l’imprenditoria e affrontare così le cause della migrazione illegale. Utilizzando il nuovo strumento per i finanziamenti esterni come mezzo solido e flessibile per lo sviluppo, continueremo a garantire collaborazione e solidarietà ai paesi del continente africano, perché possano proseguire sulla strada di un’economia più avanzata e di una democrazia più solida e offrire un futuro più luminoso alle loro giovani generazioni, affinché possano uscire dalla povertà e preparare l’Africa alle sfide del XXI secolo.

Miglioreremo la nostra capacità di agire

I nostri valori europei condivisi orientano le nostre politiche e mantengono l’equilibrio all’interno della nostra Unione. Se l’Europa vuole essere una forza politica efficace, deve creare partenariati forti con i nostri vicini e avvicinarsi ai paesi che condividono la nostra prospettiva europea:

i. Intendiamo sostenere la concreta prospettiva europea dei Balcani occidentali e aiutare
i paesi di questa regione a essere più prosperi, a fronte del rispetto degli standard europei e dei
progressi nei settori dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione. La prospettiva europea non
si fonda solo su proposte astratte ma, al contrario, si basa su progetti concreti. Vogliamo collegare strade e ferrovie, costruire un’infrastruttura energetica comune, ridurre i costi del roaming e le tariffe alle frontiere. Non possiamo lasciare i Balcani occidentali alle influenze autoritarie della Russia, dei paesi del Golfo, della Turchia e della Cina.

ii. Fermeremo i negoziati per l’adesione della Turchia. L’Europa e la Turchia dovrebbero concentrarsi sul partenariato e la collaborazione in settori specifici, di cui la stretta collaborazione economica e l’accordo UE-Turchia sui rifugiati sono fulgidi esempi, ma la Turchia si sta allontanando sempre più dai valori europei. L’adesione all’UE non è quindi un’opzione per la Turchia e i negoziati devono essere fermati.

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