
UN’EUROPA CHE PROTEGGE I SUOI CITTADINI
Gli eventi degli ultimi anni ci hanno dimostrato che gli stati nazione, da soli, non sono più in grado di offrire una protezione completa ed efficace ai propri cittadini. Solo lavorando insieme potremo fermare la migrazione illegale, combattere il terrorismo e il crimine organizzato, affrontare le nuove minacce militari, plasmare la globalizzazione e lottare contro il cambiamento climatico.
Insieme, i paesi europei possono garantire una maggiore sicurezza. È per questo che vogliamo unire le nostre forze in Europa e offrire la migliore protezione possibile ai nostri cittadini. La nostra è un’Europa che protegge i propri cittadini dalle minacce del XXI secolo.
Proteggeremo le frontiere dell’Europa dall’immigrazione illegale
Proteggere efficacemente le frontiere esterne dell’Europa è un presupposto indispensabile per offrire sicurezza ai nostri cittadini e rafforzare la fiducia nella nostra Unione. È anche un presupposto indispensabile per la libera circolazione all’interno dell’Area Schengen. È per questo che faremo in modo che nessuno possa entrare nel territorio dell’Unione europea all’insaputa delle nostre autorità e senza il loro esplicito consenso. Allo stesso tempo, ci assumiamo la responsabilità cristiana e umanitaria di aiutare le persone che hanno bisogno e di migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d’origine.
i. Doteremo la guardia di frontiera e costiera europea di 10.000 nuovi agenti, delle tecnologie più avanzate, inclusi i droni, e di un diritto di intervento diretto lungo tutte le nostre frontiere esterne, in modo da fermare definitivamente le ciniche attività dei trafficanti di esseri umani e dei passatori.
ii. Negozieremo accordi per la protezione delle frontiere con i paesi del Nord Africa e li aiuteremo a istituire corpi di guardia costiera forti e centri di accoglienza al fine di impedire le partenze dei migranti dalle coste del Mediterraneo, che ne mettono a rischio la vita. Ci baseremo sul successo dell’accordo UE-Turchia, che ha ridotto del 96% gli arrivi illegali in Grecia, per raggiungere risultati ancora migliori nel futuro.
iii. Creeremo con l’Africa un vero e proprio piano Marshall, promuovendo gli investimenti privati e stimolando la crescita economica in questo continente vicino a noi per dare una possibilità ai giovani africani. Se i giovani hanno delle buone prospettive nel proprio paese, infatti, non sentiranno più la necessità di abbandonarlo.
iv. Ci adopereremo perché si giunga a una decisione circa un elenco comune europeo di
paesi di origine sicuri.
Combatteremo il terrorismo e il crimine organizzato
Oggi il crimine e il terrorismo non si fermano di fronte ai confini nazionali. Per raggiungere migliori risultati insieme, ci affidiamo alle forze di polizia, di sicurezza e di intelligence di tutta Europa. Unendo le capacità di queste forze potremo sconfiggere i terroristi e i criminali.
i. Collegheremo ulteriormente tra loro tutte le banche dati europee per la sicurezza perché le informazioni sui criminali di cui la polizia dispone non vadano perse una volta varcate le nostre frontiere.
ii. Consentiremo a forze di polizia sotto copertura di ispezionare veicoli e passeggeri sospetti presso tutte le frontiere interne, trasformando di fatto le frontiere interne dell’Unione in una ulteriore livello di sicurezza per i nostri cittadini.
iii. Potenzieremo la cooperazione dei nostri servizi di intelligence interni ed esterni per garantire un migliore scambio di informazioni su terroristi, potenziali criminali e altre persone radicalizzate, in patria o all’estero, che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dei nostri citta
Proteggeremo i nostri cittadini con una più forte difesa
Di fronte alla guerra ibrida mossa dalla Russia, alle nuove ambizioni militari della Cina e all’instabilità nel nostro vicinato, l’Europa deve sempre più prendere in mano la propria sicurezza militare.
La messa in discussione del partenariato transatlantico da parte del Presidente degli Stati Uniti Trump, inoltre, è un ulteriore fattore di insicurezza. Dobbiamo essere in grado di proteggerci dalle minacce del XXI secolo.
i. Entro due anni, istituiremo una brigata europea contro i crimini cibernetici per difendere l’Europa dagli attacchi informatici, come quelli che hanno colpito l’Estonia nel 2007, il Parlamento tedesco nel 2015 o molti stati europei nel 2017 con il ransomware WannaCry.
ii. Uniremo le risorse et le capacità di ricerca nazionali per sviluppare un drone europeo e far sì che i principali sistemi di combattimento del futuro possano essere ancora prodotti in Europa.
iii. Insieme, possiamo fare di più con le stesse risorse: unendo le capacità militari degli stati membri dell’UE, entro il 2030 creeremo una vera e propria capacità di difesa, non per sostituire gli eserciti nazionali ma per ravvicinare ulteriormente le nostre forze armate e rafforzarle, senza però pregiudicare i caratteri specifici delle politiche di sicurezza e difesa di taluni Stati membri.
iv. Resteremo fedeli ai nostri impegni nei confronti della NATO e faremo tutto il possibile per tutelarla e rafforzarla ulteriormente. L’ulteriore integrazione della difesa europea dovrà quindi avvenire in stretta cooperazione con la NATO e con i nostri alleati americani, perché un’Europa più forte possa assumere un ruolo più determinante per la nostra sicurezza transatlantica comune
Difenderemo il nostro modello sociale europeo in un mondo globalizzato
Siamo orgogliosi del nostro modello sociale europeo, unico nel suo genere, che permette a tutti di usufruire della copertura sanitaria e di servizi pubblici di alta qualità, che garantisce diritti ai lavoratori ed equilibrio tra interessi sociali e forze di mercato. Vogliamo portare nel XXI secolo il nostro modello europeo dell’economia sociale di mercato.
i. Lottiamo per garantire pari opportunità alle donne nel mercato del lavoro e per assicurare a uomini e donne parità di retribuzione per lo stesso lavoro. Crediamo che, offrendo a genitori e prestatori di assistenza maggiori possibilità di scelta per decidere quale equilibrio trovare tra il loro lavoro e le loro responsabilità assistenziali, potremo finalmente garantire maggiore equità a uomini e donne e un maggiore benessere alle famiglie.
ii. Aumenteremo significativamente il Fondo europeo per la transizione per aiutare chi ha perso il lavoro a seguito dei mutamenti strutturali dovuti alla digitalizzazione e alla globalizzazione. Lavorando a stretto contatto con sindacati e industrie, ridurremo l’impatto della globalizzazione sui lavoratori più vulnerabili e ci assicureremo che nessuno sia lasciato indietro.
iii. Attraverso una maggiore difesa commerciale e un sistematico monitoraggio degli investimenti esteri potremo proteggere l’impiego dei nostri lavoratori altamente qualificati dal dumping, dalla delocalizzazione e dalla svendita del capitale tecnologico
Combatteremo il cambiamento climatico
Solo intensificando il nostro impegno contro il cambiamento climatico e riducendo l’impatto ambientale e climatico della nostra economia potremo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti un pianeta pulito. È per questo che continuiamo a difendere l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, basato su prove scientifiche, e rimaniamo il leader mondiale nella lotta al cambiamento climatico. Dobbiamo conciliare la protezione dell’ambiente e della biodiversità con un’economia dinamica. Si tratta non soltanto di avere una politica economica orientata al futuro, che permetta all’Europa di mantenere la leadership nel settore dell’innovazione delle tecnologie pulite di domani, ma anche di avere una politica che possa giovare all’intero pianeta. L’Europa può essere in prima linea per un mondo migliore e più pulito e mostrare con grande concretezza agli altri
paesi che cos’è la sostenibilità.
i. Garantiremo un prezzo effettivo del CO2 grazie a un efficiente sistema di scambio delle quote di emissione e a ulteriori incentivi atti a ridurre le emissioni nelle nostre industrie e nel settore energetico.
ii. Sosterremo l’innovazione e gli investimenti in tutte le soluzioni tecnologiche per una
mobilità a bassa emissione di carbonio. Tutte le forme di trasporto devono contribuire alla riduzione dei gas a effetto serra. I veicoli a guida autonoma e le soluzioni di mobilità connessa contribuiranno ulteriormente alla diminuzione delle emissioni dei trasporti e alla creazione di standard europei di ricarica, permettendo così all’UE di essere uno dei leader mondiali nel settore dell’e-mobility.
iii. Creeremo una vera Unione dell’energia, in cui l’elettricità e il gas possano attraversare le frontiere senza alcun ostacolo, al fine di ridurre il costo della vita per i nostri cittadini, sostenere una diffusione economicamente efficiente delle energie rinnovabili e garantire che nessuna potenza esterna possa danneggiare la sicurezza energetica dell’Europa