
Martiri del lavoro
“E’ un oltraggio morire così…” sono le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’indomani dell’incidente occorso a 5 operai che stavano lavorando ai binari nei pressi della stazione di Brandizzo sulla linea Milano-Torino.
Morire sul lavoro è diventato un fatto quotidiano, ogni giorno i rotocalchi devono (aimè) dedicare spazio a questo fenomeno, che ribalta le cronache e che colpisce tutti da vicino, come se questi morti fossero nostri parenti, figli, amici, che ci fa interrogare sempre sul “perché ancora”, nonostante le leggi, le norme, i programmi di formazione, la tecnologia, i calcoli.
Negli anni abbiamo assistito a una diminuzione costante delle morti bianche, circa 4 al giorno dall’inizio del 2023, questo anche grazie a tutte le norme che si sono succedute dagli anni ’50 in poi fino al D. Lgs. 81/2008 che trova il suo fondamento in alcuni principi della Costituzione Italiana. Tra questi, l’art. 32 del decreto 81/2008, secondo cui il diritto alla salute e all’integrità fisica è un diritto fondamentale dell’uomo.
Stamattina però aprendo la pagina di un quotidiano ho trovato ben cinque, tra titoli e trafiletti che parlavano di incidenti sui cantieri, infortuni se andava bene, o decessi se andava male e mi sono chiesto: “si lavora per vivere e, proprio per lavorare si rischia di morire…” paradossale…
Sicurezza sul lavoro e corsa alla produttività
Mi interrogo quando sulle nostre spalle cala il grave macigno di una morte sul lavoro. A poco valgono le leggi sulla sicurezza se ogni giorno almeno 4 vite vengono ancora spezzate in questo modo. Forse è questa società malata di performance, che spesso mette al primo posto il risultato da ottenere in tempi brevi, anzi brevissimi, a discapito della sicurezza di chi quel risultato lo sta facendo ottenere? È l’iper–competitività a portarci queste quotidiane tragedie?
Può essere, ma allora è necessario guardarsi dentro, tutti noi, politici, governanti, amministratori, imprenditori, vale veramente la pena nel 2023 mettere sul piatto la testa dei lavoratori per guadagnare in produttività?
La prevenzione delle morti sul lavoro deve diventare una priorità importante, tuttavia, nonostante gli sforzi in tal senso, continuano a verificarsi in tutto il mondo e la correlazione con la corsa alla produttività è una causa da non trascurare.
La sicurezza sul lavoro e la produttività non devono essere in contrapposizione, ma devono diventare complementari; è questa la sfida dei prossimi anni per il governo e per le imprese, che congiuntamente dovranno investire in sicurezza per migliorare la produttività e salvare in primis delle vite.