
IL MERITO SCOLASTICO, MEZZO PER RAFFORZARE LA CONOSCENZA… DI SE’
La definizione di merito scolastico
Ha attirato molta attenzione su di sé, la nuova denominazione operata dal Governo di Giorgia Meloni, del Ministero dell’Istruzione e del Merito, denominazione che in un’Italia, dove sussistono reali problemi di meritocrazia, ha riaperto discussioni che parevano sopite.
Ma cosa si intende realmente per merito scolastico?
Lo vedremo a breve, nel frattempo sono orgoglioso di dire che anche quest’anno, la nostra Amministrazione ha consegnato ben 70 borse di studio a giovani edolesi meritevoli che frequentano diverse classi dalla scuola secondaria di primo grado all’università. Ne sono orgoglioso, ripeto, perché in un piccolo paese come il nostro, 70 è un numero altissimo, e avere 70 giovani che si impegnano è un onore e fa ben sperare sul futuro del paese che amo e che sto amministrando da alcuni anni.
La definizione tratta da un dizionario della lingua italiana[1] dice che la parola merito “indica il diritto che con le proprie opere o le proprie qualità si è acquisito all’onore, alla stima, alla lode, oppure a una ricompensa (materiale, morale o anche soprannaturale), in relazione e in proporzione al bene compiuto”
Desidero dare a questa definizione qualcosa in più, affermando che il merito è frutto dei talenti individuali, del saper affrontare una sfida con sé stessi e nel saper mettere a frutto le proprie potenzialità, sfruttando le proprie capacità, per rafforzare la conoscenza e la sicurezza di sé e non solo per ricevere un riconoscimento.
L’importanza del riconoscimento del merito scolastico
Tutto quello di cui sopra va adeguatamente riconosciuto e promosso, sia all’interno della scuola sia dalle istituzioni. Il riconoscimento passa attraverso la valutazione per poi arrivare alla premiazione dei meriti. Potrebbe sembrare un pensiero classista, se teniamo presente che esiste ancora purtroppo una buona fetta di popolazione che non può vantare meriti scolastici semplicemente perché non può studiare per motivi economici.
Ciò che vedo di fondamentale nel riconoscimento dei meriti scolastici è che questo sviluppa un’autocoscienza verso la maturazione come persone prima e poi come studenti che imparano.
Rivolgiamo allora lo sguardo alla personalità di questi ragazzi, non focalizzandoci solo sulle prestazioni e sulla misurazione dei risultati, per far emergere in loro la parte migliore. Attraverso questa ampiezza di vedute nessuno non ha talenti, tutto dipende da come questi vengono valorizzati da chi li possiede, questo è il senso più profondo del merito.
Le sfide della nuova scuola
Il Ministro Valditara ha affermato recentemente che “favorire il merito significa assicurare alle scuole infrastrutture e dotazioni di qualità, valorizzare gli operatori scolastici, sintonizzarsi con il mondo del lavoro, agire sulle competenze, fornire a tutti gli strumenti per sviluppare un percorso di crescita individuale e collettiva. Si lavorerà pertanto per una scuola che torni ad essere un vero ascensore sociale e che non lasci indietro nessuno, stimolando i talenti che ogni ragazzo possiede, non deprimendone le potenzialità”
Oggi più che mai le sfide della nuova scuola saranno incentrate sul coltivare le potenzialità di tutti, sostenendo chi è in difficoltà e valorizzando le capacità dei più bravi.
Se la scuola del merito, in armonia lo spirito della Costituzione, che dice che “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”[2] allora guardiamo a questo come un punto di partenza per ripensare una scuola inclusiva e al passo coi tempi, che possa offrire una didattica di qualità per valorizzare e far crescere le leve del futuro.
[1] Vocabolario Treccani
[2] Art. 34 della Costituzione