LO STATO DI SALUTE DELLA POLITICA ITALIANA OGGI
Dobbiamo riaffermare la necessità di conferire un’anima alla politica. Infatti l’azione politica sia che si traduca in un atto deliberativo di un consiglio comunale o provinciale, sia che si svolga nelle aule dei consigli regionali o del parlamento nazionale ove si esercita il potere legislativo, richiede una nuova ispirazione ideale.
Appare necessario compiere due analisi preliminari a qualunque riflessione di ordine programmatico, l’una relativa allo stato di salute nel quale versa la nostra democrazia, l’altra inerente il modello di sviluppo che appare dominante a livello globale (quello del “capitalismo finanziarizzato”) e della necessità di sostituirvi un nuovo modello di sviluppo che radicandosi nei territori (riconoscendo e valorizzando la “coscienza dei luoghi”), rimetta al centro dell’azione politica la persona umana, promuovendone lo sviluppo integrale.
Come ci insegna San Paolo VI,
lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuole dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo[4].
L’attuale crisi della democrazia rappresentativa, svuotata di idee e di ispirazione etica, si è trasformata in mero pragmatismo e come ci insegna Don Luigi Sturzo:
Il dilettantismo, il superficialismo, l’empirismo ci ammazzano. La fonte principale di vita per gli uomini sono le idee[5]. Se le idee mancano i fatti vengono meno.
La politica, entrata ormai in una pericolosa crisi di identità ha contribuito a generare due patologie: l’“anti-politica” e il populismo. In particolare i populismi sono come burrasche che si infrangono su tutto ciò che è governo e istituzioni. Sono movimenti storici ciclici, che producono energia quando il popolo soffre e subisce crisi finanziarie, alti tassi di disoccupazione, l’accoglienza di grandi flussi migratori, l’incremento di spese militari, la crisi della classe media, un’eccessiva corruzione della politica e, infine, la constatazione che le classi dirigenti da popolari diventano aristocratiche[6].
[4] PP, n. 14.
[5] L. Sturzo, in La Croce di Costantino, a cura di Gabriele De Rosa, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1958, p.82.
[6] F.Occhetta, Le Politiche del Popolo, volti, competenze e metodo, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2020,p.16.