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L’AZIONE OGGI

COSA POSSIAMO FARE PER L’ITALIA?

Ciascuno di noi è chiamato a portare il suo personale contributo di esperienze e di idee al fine di partecipare allo sviluppo della nostra Nazione.

Il cambiamento inizia sempre con singoli atti, Diceva Havel

Nessuno sa quando una palla di neve può provocare una valanga.

Il risanamento della politica, deve poggiare sui quattro pilastri, ai quali nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium (EG), Papa Francesco ha dedicato ben quattro paragrafi (EG 222-233).  I quattro principi sono relazionati a tensioni bipolari proprie di ogni realtà sociale: il tempo è superiore allo spazio, l’unità prevale sul conflitto; la realtà è più importante dell’idea, il tutto è superiore alla parte.

Quindi prima che un mutamento nelle strategie ciò che deve cambiare, nel nostro Paese, è il metodo con il quale ci si approccia alla elaborazione delle politiche pubbliche: scelte che abbraccino un orizzonte di lungo periodo, facendo prevalere l’avvio di processi all’ottenimento di risultati immediati, la necessità di lavorare a una ricomposizione delle diverse visioni in campo, nella direzione del bene comune, senza negare, ma accettando il conflitto come necessario passaggio verso la costruzione di un nuovo anello nella catena del processo avviato,   evitando i progetti più formali che ideali sapendo che ciò che coinvolge è la realtà illuminata dal ragionamento e in ultima istanza lavorare ancorati, attraverso solide radici culturali, al livello territoriale nel quale si operano le scelte politiche, ma con una prospettiva più ampia, globale.

Dobbiamo evitare di abbandonarci a visioni e ricette di un passato nostalgico che non c’è più, secondo l’ammonimento del fondatore del Partito Popolare Italiano: invece di rimpiangere inutilmente i tempi passati cerchiamo di indirizzare per una via migliore i tempi presenti. Forse i nostri lamenti di tempi che furono varranno a farli ritornare o saranno efficaci che le istituzioni si mutino? Le epoche si succedono, e con le epoche camminiamo anche noi[1].

[1] L. Sturzo, in La Croce di Costantino, a cura di Gabriele De Rosa, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1958, p.9.